martedì 6 maggio 2008

11


Il dolore è accecante. Nina è accasciata a terra e fa fatica a riprendersi, il dolore le fa vedere bianco. Stenta a capire cosa stia succedendo. Attorno a lei la violenza dilaga nel caos più totale. Sedie che volano, bicchieri che vanno a frantumarsi su facce e muri. E esattamente nel mezzo, quelle due grandi teste di cazzo di Butterfly e Max “aggrovigliati” in una lotta selvaggia.
“Cani! Sono solo dei cani, ma questa volta la pagano!”
Nella testa i pensieri si sovrappongono velocemente, mentre scariche d’adrenalina zittiscono il dolore, nonostante il petto in fiamme e il cuore che batte sempre più forte.
Davanti a lei i due nemici. Sente che è giunto il momento di attaccare, vendicarsi, farla finita.
Compie un balzo direttamente nella mischia, gettandosi come una pazza proprio nel centro della rissa, accompagnando ogni suo gesto violento con urla isteriche.
Le grida di lei si mischiano a quelle di Max, perché adesso Nina lo sta tenendo letteralmente per i genitali, come un pitone sulla preda. Due mani come morse a stringere proprio lì, in quel punto, inizio e fine di tutti i problemi.
I maschi subiscono fluttuazioni ormonali legate all’istinto riproduttivo, forme di schizofrenia con sintomi sottosoglia per i criteri diagnostici più selettivi.
Nina odia i maschi, per lei sono solo sudici esseri il cui unico scopo nella vita è infilarlo in un qualsiasi buco. E così stringe, ancora di più, sempre di più.
Butterfly ne approfitta e si divincola. Sconvolto dalla scena prova quasi dispiacere per Max, ma non esita a scappare, proprio mentre Jum arriva e i poliziotti iniziano a sfollare il locale.
Jum sa bene chi andare a prendere. Nina, quella cagna scopa-farang che da sempre dà problemi al momento di pagare la “mazzetta” e così facendo crea solo confusione. Un unico bar in tutta la soi, il suo. Solo lei, reticente alle forze dell'ordine, poteva creare un presupposto processuale e mettere tutti nei guai.
“Help me! Help me!” e “what did I do?” ripete urlante Nina. Ma la decisione è già stata presa: arresto per resistenza a pubblico ufficiale e disturbo della quiete pubblica.
Tutto lo staff del bar viene caricato sul cassone del pick-up diretto al distretto di polizia, come bestie al macello. Sorte apparentemente più fortunata per i farang, che vengono invece smistati sulle varie auto della polizia.
Max assiste inerme alla scena, mentre dolorante cerca il cellulare nella tasca dei pantaloni macchiati di birra e sangue. Deve chiamare subito il mammasantissima.

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